Se non fossi nata in Puglia, probabilmente avrei trascorso l’ultimo weekend fuori città. Ma, per me, Halloween significa suggestioni ultraterrene e atmosfere gotiche, quelle che da oltre otto secoli accompagnano la tradizione dei Fucacoste di Orsara, a pochi chilometri da casa.
Il fascino spirituale, quasi esoterico, del borgo foggiano – alimentato dai fumi dei falò notturni e dai rintocchi delle campane – raggiunge anche la città. E’ qui che ho aspettato che il fine settimana più oscuro dell’anno lentamente scivolasse via, tra letture noir e ambientazioni dark.
Ma, in fondo, l’enigmatico e l’impenetrabile non sono scenari che inseguiamo sin dall’infanzia? Il primo gioco di società che impariamo è nascondino, un modo per cercare e lasciarci cercare, per scomparire e ritrovarci.
La bellezza dietro una porta chiusa
Se ci affascina da sempre il mito del rifugio perfetto allora è per questo che, oggi, gli appuntamenti in Puglia di Supper Segreta sono così gettonati? Per quella promessa di scoprire ciò che normalmente resta nascosto, di varcare una soglia e ritrovarsi, per una sera, in un luogo fuori dall’ordinario?
Si, probabilmente si.
Supper Segreta è un format che, dal marzo del 2023, gira la chiave nella serratura semi arrugginita di cancelli di dimore storiche sconosciute per trasformarle in scenari di convivialità e scoperta. Rigorosamente a lume di candela e sotto la direzione artistica delle due founder, le imprenditrici di Bari Francesca Madaro e Francesca Longo. Hanno cominciato nella loro Puglia, per poi esplorare luoghi in tutta Italia. E non solo.
Le incontro in Basilicata, a Matera, appena oltre il confine pugliese, in occasione di una cena al primo tramonto d’autunno nella suggestiva cornice di Più Sud, per l’evento firmato Primo Sole, che ha fornito i suoi prodotti per il menù e per un allestimento in stile Caravaggio. Mentre le raggiungo, mi chiedo se non sia stato anche il folklore del sud, con le sue storie sospese tra realtà e immaginazione, ad aver alimentato la loro curiosità verso ciò che resta nascosto?
La Puglia, ad esempio, vanta un elenco esclusivo di location inedite, che rientrano nei canoni del format: masserie rurali, castelli federiciani, ville eleganti, rocche medievali e borghi, i cui indirizzi, però, vengono svelati agli ospiti solo a poche ore dall’evento.
Una volta sul posto, con l’invito tra le mani, si compie la magia. Una stanza mai aperta al pubblico, un corridoio sotterraneo, una residenza abbandonata, un palazzo nobiliare: ambienti in cui la convivialità sembra solo un vecchio ricordo sopito, ma che con la Supper Segreta – di chiara ispirazione al Supper Club internazionale – tornano a riempirsi di ospiti, residenti e viaggiatori, per lasciarsi sorprendere da nuove conversazioni e dal tintinnio dell’argenteria e dalle coppe di champagne.
Supper Segreta, oltre il segreto
Il ‘gioco’ prevede di scoprire cosa può nascondere dietro di se un portone intagliato, ma anche ciò che può accadere quando ci si siede accanto a uno sconosciuto. Ma non confondiamolo per l’appuntamento veloce alla ricerca del potenziale partner. “La cosa più curiosa che ho sentito sulle Supper è che siano degli speed date!”, ride Francesca Longo che insieme alla collega Francesca Madaro cura la mise en place in ogni dettaglio per lasciare gli ospiti a bocca aperta. Letteralmente.
Dietro l’apparente leggerezza di una cena segreta, c’è una ricerca che va ben oltre la scelta di una location. Intanto, l’indole curiosa delle due direttrici artistiche, fondatrici anche di EFFE Studio, realtà di consulenza creativa per strutture ricettive.
“Sono stata una bambina che osservava tantissimo – mi racconta Francesca Madaro, laureata in Economia e una specializzazione in Arte e comunicazione – e da adolescente avevo una cartina alla parete del mio letto, con l’obiettivo di visitare quanti più posti in assoluto”. Detto fatto. Viaggi, esperienze, ispirazioni, rituali: tutto, oggi, contribuisce a definire l’immaginario delle Supper in Puglia.
Il percorso di Francesca Longo, invece, passa dal Tourism Management e dagli eventi, con un papà chef a fare da primo, inconsapevole, punto di riferimento.
Ieri globetrotter, oggi ambasciatrici del lifestyle pugliese.
Chiedo a entrambe: “Che cosa della Puglia avete imparato ad apprezzare soltanto dopo averla guardata da lontano?” “Il cibo! Che è buono anche a casa, qui”. E’ stato proprio attorno a questo desiderio di ritrovare i sapori di casa che prende forma l’idea di creare un’esperienza ispirata agli elementi più rappresentativi della Puglia: una tavola allestita e imbandita, quartier generale per relazioni e amicizie.
E, si sa, la prima volta non si scorda mai: “Masseria Arbinetto, della famiglia Fenicia”.
Oggi, la fase scouting ha lasciato il passo a una selezione quasi naturale.
Accanto alle Supper Segreta esiste anche l’Hospitality Edition, dedicata alle strutture ricettive, e la Home Edition, per entrare nelle case delle persone.
E poi, oltre ai luoghi da riscoprire, ci sono storie da riportare alla luce, artigiani e produzioni locali con cui entrare in relazione. Una Puglia che, attraverso Supper Segreta, si lascia raccontare attraverso prospettive meno consuete. Una storia nella storia.
Che cosa deve avere un luogo per conquistarvi? E qual è la prima cosa che osservate quando entrate in uno spazio per la prima volta? “Anche se la location è conosciuta, quello che cerchiamo di fare è di aggiungere il nostro ingrediente segreto, creare la tavolata in un contesto insolito”. Insomma, è innanzitutto, un a questione di sguardi, più che di spazi: hanno entrambe un occhio allenato alla bellezza e riconoscono il potenziale dove altri non lo vedono. “La dimensione è indifferente, perché abbiamo fatto Supper da 15 persone o da 200”.
Quando sento parlare di ingrediente segreto penso subito a una ricetta, a qualcosa che si custodisce gelosamente. Ma per Francesca Madaro e Francesca Longo il segreto è tutt’altro: “E’ la collaborazione con gli artigiani locali”. I grandi protagonisti a tavola, a cominciare da una antica e nota cereria di Bari.
Se doveste raccontare la Puglia attraverso un solo oggetto artigianale o un piatto, quale scegliereste e perché? “L’oggetto che ci rappresenta di più sono le candele. Di forme e colori diverse”.
Che cosa vorreste che una persona portasse con sé, tornando a casa dopo una Supper Segreta in Puglia? “Oltre all’esperienza sensoriale, suggerita dal food e dall’atmosfera, penso alle connessioni umane. Dopo le cene Supper Segreta sono nate collaborazioni professionali e amicizie”.
Di certo c’è il successo, documentato dai sold out e dalle immagini che circolano sui social.
Ma per le due founder, forse, la soddisfazione più grande non è soltanto riempire una tavolata: “La cosa più bella è quando tornano alle cene successive. E quando da Milano prendono l’aereo…”

