Aiutata da un’acuta immaginazione, bombardata da scatti rubati (postati sul web) e da quelli ufficiali sui profili social della maison famosa in tutto il mondo per il suo stile mediterraneo, a proposito della sfilata più attesa dell’estate mi sono chiesta: “Ma se la Puglia fosse una modella quale sarebbe?”. Mi sono risposta: “Certamente una tra le più richieste dalle passerelle”.
Me lo confermano le dirette interessate, cioè le case di moda, che continuano a scegliere la regione dei quattro siti Unesco come location per le loro mini Fashion Week: dopo Dior a Lecce e Gucci a Castel del Monte, è stato, infatti, il turno di Dolce&Gabbana in Valle d’Itria.
E che turno: la Puglia ha vissuto una quattro giorni di Alta Moda, di bellezze autentiche e di omaggi sinceri alle tradizioni di casa. Gli eventi del 7, 8, 9 e 10 luglio 2023 sono andati in scena in località suggestive e con turismo da record: a Savelletri, con Borgo Egnazia e Pettolecchia La Fortezza, poi Alberobello e Ostuni.
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Si, me la immagino la Puglia, fasciata nel suo esclusivo folklore e trepidante durante il tradizionale ‘momento fitting’: quali emozioni avrà provato nei giorni che hanno preceduto il battage mediatico, l’arrivo delle celebrities (Kim Kardashian, le modella Rosie Huntington-Whiteley e Alessandra Ambrosio, l’influencer Leonie Hannie, il cantante Blanco) e l’allestimento delle quattro scenografie?

Intanto, ha cercato, come tutte le mannequin, di mettersi in mostra, svelando il suo lato più seducente, ma l’ha fatto con il suo stile, understated, semplice e sofisticato che non passa mai di moda (dati alla mano, forniti da Pugliapromozione, nel 2022 sono stati quasi 15 mln i pernottamenti nel ‘tacco’ dello stivale italiano).
Una eleganza innata, a dir poco sensuale e determinata, a guardare le immagini delle riprese delle sfilate. Quei borghi, luoghi di amena bellezza e singolare ambientazione, si sono lasciati attraversare dai passi decisi e sinuosi delle top model, senza mai nascondere quel loro lato volutamente scarno, direi minimale, eppure molto empatico, poetico e attraente.
Le sfilate di D&G Alta Moda, una festa gentile
E’ cominciato tutto tra le suggestive luminarie di Borgo Egnazia, con una radiosa Helen Mirren, amica dei due designer, Domenico Dolce e Stefano Gabbana e, quindi, madrina dell’inedita settimana della moda. Ma, c’è da ricordare, anche pugliese d’adozione: il premio Oscar per l’interpretazione di Elisabetta II in ‘The Queen’ ha acquistato e ristrutturato una masseria del XVI secolo a Tiggiano e, in Puglia, è di casa.

Semplici le parole con cui la Mirren ha presentato agli ospiti internazionali nel parterre (circa 500) la cornice dell’inedito spettacolo: “Sole, mare e vento”. Per dirla alla salentina “lu sule, lu mare, lu ientu”. In perfetta sintonia con lo show come dichiarato dagli stilisti: “DGAltaModa è una testimonianza vivente della cultura pugliese. Onorando la sua antica arte, la collezione celebra la bellezza della regione e le amate tradizioni, creando un’armoniosa miscela di patrimonio ed eleganza contemporanea”.
L’Alta Gioielleria di Dolce&Gabbana a Pettolecchia
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E’ stato scelto un edificio ricco di un fascino senza tempo, come Pettolecchia La Fortezza, per presentare Dolce&Gabbana Alta Gioielleria.
Sabato 8 luglio, in un puzzle naturale di ulivi secolari, nel cortile della masseria deluxe del 1450, sulla costa di Savelletri, la maison ha ‘esposto’ le parure di extra-lusso by D&G: le sagome imponenti delle formose piante, infatti, hanno fatto da sfondo al sogno. Un sogno che ha le forme delle uniche, irripetibili, splendide creazioni minuziosamente lavorate a mano da sapienti artigiani italiani, che poi sono “simboli e testamento di un territorio autentico”, per citare i due stilisti. “Questi pezzi riecheggiano la ricca storia e l’affascinante bellezza della Puglia, diventando un eterno omaggio al fascino accattivante della regione”.
Stile mediterraneo
L’effetto sorpresa: la brezza del mare poco distante dalla scena a rinfrescare le emozioni davanti a tanto splendore. C’era l’oro – in rimando al prezioso olio extravergine di oliva – e c’erano i collier sfaccettati di smeraldi, i pendenti a croce, gli anelli e gli orecchini che traggono ispirazione dall’eredità architettonica delle antiche chiese bizantine e dagli accattivanti stili artistici delle influenze romanico-pugliesi.
Poesia su poesia: le contaminazioni mediterranee che ispirano i gioielli, che a loro volta richiamano le antiche tradizioni artigiane.
La tappa tra i trulli di Alberobello: sfila l’Alta Moda
La maison ha cercato il dialogo con la tradizione pugliese e il dialogo effettivamente c’è stato: il risultato è stata una delicata simbiosi tra l’estetica pugliese, nella sua accezione più folkloristica, e l’Alta moda. Tutto questo si è visto il 9 luglio, nello show ad Alberobello, nel cuore della valle dei trulli, del Susumaniello e delle balle di fieno decorate con centrini giganti all’uncinetto.
“La collezione è un tributo al luogo che ci ospita”. Dolce e Gabbana.

Da un lato la sfilata di vestiti da sogno – che si è fatta strada tra le casette bianche del Rione Monti e le viuzze scoscese e lastricate in sasso – dall’altro i personaggi della comunità, come in un’antologia di una terra calda e ospitante ecco comparire le persone del posto, che hanno semplicemente interpretato sé stessi e i loro antichi mestieri. Il cestaio intento a intrecciare la paglia, alcune donne a recitare un rosario o a ricamare sull’uscio della porta di casa, poi il fornaio, il falegname, il pastore che pascola: eccolo l’autentico fermo immagine pugliese, quello dell’artigianato handmade, secondo le tradizioni più radicate del territorio. Ma anche quello discreto, sincero e silenzioso, che ha visto sfilare accanto a sé i protagonisti dello show.

C’erano gli abiti simbolo di Dolce e Gabbana, come la lingerie, i bustier e i corsetti, che conservano la tradizione, le forme e la cromia dell’Italia del sud: tulle, pizzo e macramè a richiamare la sensualità mediterranea, ma anche la rafia, il midollino, come le ceste in vimini, tipiche di queste parti e appoggiate per strada, accanto alle botteghe.

Come ennesimo omaggio al territorio, il lungo mantello di seta che mette in bella mostra i vicoli del borgo Unesco, ricamato con la tecnica dell’intarsio anche su una minigonna e poi i copricapi di design, dalla forma conica, a riprendere la figura dei trulli. Per rafforzare il messaggio di grande rispetto e amore per il paesaggio.
Tutte creazioni sexy e leggere, come le estati in Puglia, roventi e febbricitanti di passione.
L’uomo romantico di D&G sfila in piazza a Ostuni.
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L’Alta Sartoria Uomo va in scena l’indomani, il 10 luglio nella città bianca.
“Milioni di catenelle all’uncinetto, intagli intricati che ricordano le tovaglie di famiglia tramandate di generazione in generazione. E poi il mare, le conchiglie, realizzate con le più antiche tecniche orafe”.
Ancora una volta, ma senza essere ripetitivi, i due creativi hanno portato sul palco la celebrazione di antiche tradizioni – come quella antica del Corredo da sposa, che ha ispirato la passerella maschile vestita di bianco latte, sabbia e beige – e di miti.
“Il bianco abbagliante che domina la città e che, secondo la leggenda, avrebbe tenuto lontano i nemici provenienti dal mare, accecati da quel candore. Un affascinante groviglio di corti, piazzette, scalinate strette e stradine tortuose che si incrociano e salgono a zig-zag ma non portano mai da nessuna parte”.
Ho riletto più volte queste parole, le trovo ogni volta appropriate e calzanti a raccontare la mia terra.
Molto più di una cartolina dalla regione delle ‘orecchiette, rosario e uncinetto’.
A proposito di artigianalità, c’è chi tra la stampa nazionale ha letto tra le righe solo un tributo allo stereotipo ‘orecchiette, rosario e uncinetto’.
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Non sono d’accordo. Non trovo l’omaggio ai simboli della mia regione ‘un banale luogo comune’: che male c’è nel raccontare, di pari passo a una preziosa sfilata di abiti e gioielli, quello che io credo non essere un clichè, ma semplicemente l’essenza di un territorio?
Cosa sarebbe la Francia senza baguette e Tour Eiffel? Sarebbe come l’Italia senza pizza e Colosseo. Nell’immaginario comune, supportato da film, canzoni e pubblicità, lo sfilatino sottobraccio racconta un rituale della gastronomia d’Oltralpe, mentre la gondola parla di Venezia, così come la fiorentina e il David sono orgogliosamente i simboli di Firenze e la taranta, insieme ai taralli, il pasticciotto, i faraglioni, la focaccia, i trulli (potrei continuare all’infinito) lo sono della Puglia.
Si, l’elenco è troppo lungo, a conferma di quanto scrive Margherita Ceci sulla versione digitale di Amica: “L’obbiettivo era quello di fornire un viaggio a 360 gradi nella cultura locale, che secondo Domenico Dolce e Stefano Gabbana si è sintetizzata nella «sfilata più autentica della nostra vita”.

