Quando arrivi, ti dimentichi di tutto, travolta dal suono del silenzio, dal profumo dei limoni, dai colori della vegetazione e dalla pace di un’oasi incontaminata dai classici ‘rumori’ estivi. Le premesse sono buone, ma è tutto il resto, ciò che mi avrebbe aspettato, a scombussolare i miei sentimenti.
La prima cosa che faccio, una volta varcato il cancello, è attraversare un giardino di piante aromatiche e prendere possesso della casetta bianca, al primo piano della villa padronale che domina l’intero perimetro, casette bianche e alberi di ulivo. Dal terrazzo prendo fiato e raccolgo la prima meraviglia: la vista mi risulta familiare, persino gli odori. Una pugliese su cinque ha, tra i suoi ricordi, un’infanzia vissuta in campagna, d’estate, le scorrazzate a bordo di una Graziella blu col sellino bianco, il rito della salsa, il foulard rosso in testa e le attese sulle sedie impagliate, lo schienale dipinto di verde, a non fare niente, o meglio, a godere della pausa, e della quiete.

Uno stile di vita al naturale
Ritorno ad oggi, al mio weekend, non ho fretta, ma avverto un’insistente voglia di curiosare attorno, di perdermi per poi ritrovarmi.
Subito mi accorgo che Cala Molinella, a due passi da Vieste, non è la Puglia delle masserie extra lusso, non è un trullo di campagna, né una dimora di charme. E non è, in sostanza, quel Gargano vivace e animato che molti si aspettano, ma è certamente una delle baie più autentiche, espressive ed emblematiche. Da un lato bagnata dall’Adriatico e, dall’altro, accarezzata da arbusti secolari e ombrosi, dalle radici profonde quanto quelle della famiglia Silvestri.
Qui, in questa cornice campestre, Michele, con sua moglie e i figli Agostino, Matteo e Antonella, ha creato uno stile di vita unico esaudendo un sogno familiare, una vita in campagna. Ma poi quel sogno personale è diventato un sogno da condividere.
Gli appassionati di turismo lo chiamano ecoresort, o green hospitality, io semplicemente un villaggio in armoniosa osmosi con il territorio: muretti a secco, natura selvaggia, bio e incontaminata che raccontano la vera essenza del paesaggio pugliese. Cioè, casa. Un posto lontano da stress e tristezza.
La promessa di benessere: il Ponte di Benessere
Antonella, classe ‘87, Marketing Executive dell’ecoresort di famiglia e appassionata delle semplicità della vita, mi fa una sola raccomandazione: di seguire le attività selezionate per il Ponte di Benessere, una ‘formula’ per dare il benvenuto – con stile – alla stagione estiva. Sport, wellness e condivisione. Sfoglio il programma e leggo tra le righe un obiettivo quasi terapeutico: trekking sulla collina all’alba, allenamento a bordo piscina, yoga al tramonto sul Trabucco e cena circolare.
Nel frattempo, una leggera brezza soffia attraverso la finestra: è il vantaggio di soggiornare immersi nella natura, a 300 metri dal mare e beneficiare dei ripetuti e impliciti messaggi che manda il paesaggio.
In armonia con la natura: allenamento, benessere e cura di sé
Lo ammetto, purtroppo sono una di quelle persone che tengono lo smartphone sempre tra le mani. E’ che ho l’abitudine di appuntarmi tutto quello che vedo, osservo e percepisco, nelle ‘note’ per paura di dimenticarle: l’elenco digitale è un ‘disordine’ di input emozionali che ricevo dall’esterno e che diventano una sorta di diario di bordo delle mie avventure. Ma Lorenzo (Verrigni, fisioterapista e personal trainer, founder di LoveFit) mi avverte: “Sii libera”. Mi fido, lo seguo e mi butto a capofitto nella prima delle esperienze sensoriali che Cala Molinella ha organizzato per gli ospiti di questo weekend. E’ dedicata al corpo, in fondo, il Gargano ha una vocazione talmente naturalistica da collegarsi quasi spontaneamente con le forme di turismo sportivo, praticato all’aperto – passeggiata, corsa, sup, bike – tutte capaci di disintossicarci completamente da ciò che abbiamo accumulato durante l’anno: ansia, noia, affanni, preoccupazioni.
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Lontano da stress e tristezza
Ho portato con me pazienza e spirito d’avventura, ma presto realizzo che quello che iniziamo a praticare con la nostra ‘guida’ è qualcosa che ha a che fare con l’armonia e non con lo sforzo. Seppure il sudore cominci a rigare il volto. La baia ci accoglie e ci ritroviamo tra sentieri costieri, con i colori vivaci dei fiori selvatici a punteggiare il paesaggio, a passeggiare al ritmo del volo dei gabbiani, dello scroscio delle onde, del soffio del vento sulla costa. A seguire vecchie mulattiere per raggiungere a passo svelto le consumate torri saracene, a correre tra percorsi di cascate di bouganville e pale di fichi d’India, ad assaporare il panorama mozzafiato che si apre ad ogni curva, a riconoscere il suono della fauna che ci fa compagnia durante l’allenamento open air del mattino presto, quando la spiaggia dorme ancora e la cucina allestisce il buffet della colazione. Il salottino che ci attende è una comfort zone tra il giardino aromatico e la piscina, con le piante di alloro e l’ombra naturale delle chiome degli alberi. Faccio il pieno di crostate con confettura di albicocca home made e di plum-cake all’olio di oliva, a prova di intolleranze alimentari.
Mens sana in corpore sano

Anche questo è benessere, che continua – al tramonto – con una sessione di yoga sul pavimento fresco di un trabucco ultracentenario, appartenuto a nonno Matteo. Respiro profondamente, sincronizzando il mio respiro con il rumore dell’acqua sotto di noi. Ancora una volta è un esercizio di equilibrio, mentre le mani si uniscono al cuore in un gesto di gratitudine e l’ultimo asana tributa ciò che mi circonda, una celebrazione della forza e della flessibilità ritrovata.
La mente si svuota e in quel momento di quiete assoluta, trovo una profonda serenità. Tutto contribuisce a creare un senso di pace e connessione. Non chiederti cosa si prova. Fallo e basta. E avrai anche tu un racconto inedito da condividere e sarai la prova provata che il benessere del corpo e della mente sono inseparabili, come recita quell’antico detto mens sana in corpore sano.
Gusto e convivialità: alle origini di una tradizione
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Al rientro, un altro piacere mi attende: è la scoperta della cucina di Cala Molinella. Una brace accesa in attesa del pane appena sfornato, qualche padella che lascia fumante i fornelli per raggiungere i tavoli imperiali nel cortile, tra le villette che si spopolano all’imbrunire e le panche che si animano, in fretta, di ospiti affamati, circondati da erbe aromatiche, ulivi e alberi di agrumi.
Ci sono i prodotti freschi dell’orto 100% biologico, zucchine, pomodori, peperoni, melanzane a riscoprire il gusto primordiale della cucina di campagna e a consolidare l’immaginario dell’Italia del sud da Dolce Vita. Le tovaglie di lino ricamate a mano, le candele accese a creare un’atmosfera intima, mentre il profumo di rosmarino, capperi e ortaggi grigliati riempie l’aria di buonumore.
Puglia, cibo e felicità
L’esperienza culinaria in questa parte di costa è collettiva per riprendere i gesti e le abitudini di un tempo: si mangia fianco a fianco con altri ospiti, brindando insieme e immergendosi nell’accoglienza pugliese, calda e colorata, abbinata alle melodie di una allegra e spensierata fisarmonica.
Mi sembra un film. La cena all’aperto, sotto un cielo stellato, lascia un senso di connessione con la natura e con le persone. Le conosco una ad una, mi piacciono perché condividono quei valori di autenticità e semplicità che rendono ogni momento speciale. Come la narrazione gastronomica: i piatti, preparati con amore e passione, raccontano la storia e la cultura di questa regione affascinante. Antonella rafforza il messaggio e porta a tavola una ‘raccolta’ di ceramiche tipicamente locali, recuperate nelle soffitte abbandonate o nei mercatini vintage. Ma il recover-design non è l’unico aspetto ecosostenibile della struttura, ci sono le mini car elettriche per raggiungere la spiaggia e poi Michele Silvestri mi spiega che tutto il fabbisogno energetico di Cala Molinella è autonomo: un impianto solare termico per il riscaldamento e la produzione di acqua calda e quello di idrosalinazione per purificare l’acqua marina. Passato e futuro si mescolano, per garantire a chi arriva un’esperienza autentica.
L’ospitalità pugliese si è manifestata in tutta la sua bellezza, lasciando il ricordo indimenticabile di un momento di convivialità e piacere. Così, questa cornice garganica riscopre il cibo non solo come nutrimento, ma anche come un rito di condivisione e celebrazione della vita. La presenza della fattoria didattica, con asini, galline, tacchini e oche, aggiunge un tocco di autenticità e interattività: “Abbiamo coniato una frase – mi spiega il signor Michele con un sorriso – dateci il vostro umido e vi daremo le nostre uova”. Un gesto che incarna perfettamente lo spirito di accoglienza e reciprocità di Cala Molinella.
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Il rito della pesca sul Trabucco
Ma un’altra tradizione arricchisce questa esperienza nell’ecoresort garganico ed è il rito della pesca sul trabucco, alle 19. Quando ho chiesto al signor Michele di raccontarmi un’attività particolarmente significativa per gli ospiti, mi ha risposto con un sguardo nostalgico: “Quella del Trabucco. Perché mio papà era anche trabuccolante”. La storia di nonno Matteo aggiunge una dimensione affascinante e toccante al mio soggiorno. Partecipare a una sessione di pesca su un trabucco, un’antica macchina da pesca in legno che si estende sul mare, non è solo un’attività ricreativa. È un viaggio nel tempo, un modo per connettersi profondamente con le tradizioni locali e con il passato della famiglia Silvestri.
I ritmi del silenzio: il dolce abbandono tra piccoli gesti e semplici piaceri
C’è ancora un calice vuoto, lasciato sul muretto, che scintilla alla luce del mattino, come stella caduta in attesa di essere raccolta. Le chiacchiere e i balli della notte appena trascorsa si sono dissolti nell’aria, lasciando dietro di sé solo un’eco di gioia condivisa. L’erba, ancora umida di rugiada, riflette i primi raggi del sole che filtrano tra gli alberi. I fiori, piegati dal peso delle ore di festa, si raddrizzano lentamente. Un leggero profumo di spumante aleggia ancora nell’aria, mescolandosi con l’aroma della lavanda, un elisir di calma e benessere.
In questa quiete mattutina, tutto sembra sospeso in un momento di pura leggerezza. È come se il giardino stesso stesse respirando profondamente, assaporando la pace ritrovata. C’è del silenzio incredibile: è, di fatto, lo stile di vita di Cala Molinella, uno spirito mediterraneo, meditativo, evocativo.
Ci vedo l’arte del Niksen, la filosofia olandese del ‘non fare nulla’. È l’occasione per impiegare il proprio tempo con ritmi slow, senza ossessionarsi da uno scopo o da un obiettivo. Allora mi ritaglio il tempo semplicemente per ‘essere’. Mi siedo nel cortile, sfoglio un libro, mi concedo momenti di silenzio, anche quelli dell’attesa, del dolce far niente. Sul terrazzino al tramonto, quando le nuvole hanno compromesso il bagno di sole della domenica nel beach club privato, mi ritrovo a guardare l’orizzonte, assaporando questi attimi di quiete, che mi rilasciano una serenità profonda, un senso di pace che raramente si incontra nella frenesia della vita quotidiana.
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Spirito e profumo mediterraneo
Il mio Ponte di Benessere nel villaggio ecosostenibile di Vieste è alla fase finale: ho il tempo anche per riavvolgere il nastro e ricordarmi com’ero quando sono arrivata. Nel farlo ho capito che ho trovato più ‘tempi’: quello per ricaricare le energie, per riflettere, per sognare. La bellezza di Cala Molinella sta anche in questo: nella possibilità di vivere ogni istante con pienezza, alternando momenti di intensa attività a momenti di pura contemplazione. E così, il mio soggiorno diventa un perfetto equilibrio tra corpo e mente, un viaggio che mi insegna l’importanza di ogni singolo attimo, vissuto con consapevolezza e gratitudine.
Mi congedo dal signor Michele con questa domanda: se Cala Molinella fosse un profumo, quale sarebbe? “Un miscuglio di aromi mediterranei: dal rosmarino all’asfodelo, dal mirto all’origano, con note di orchidee selvatiche che evocano la bellezza e la natura incontaminata della nostra costa”.

