Alla luce delle criticità dell’ultimo anno (e più consapevoli della fugacità del tempo), sarebbe bene ricordarsi di vivere la vita nel modo in cui la sogniamo e non come desiderano gli altri. È parafrasando il poeta brasiliano Paulo Coelho che approccio il protagonista di questa settimana di Confidenze. Andy Ricco è il titolare da 35 anni di Palladium, un modaiolo concept store di Foggia, di geniale raffinatezza. Ma dietro la definizione politically correct c’è un uomo dalle spiccate competenze da sperimentatore del fashion biz, da traghettatore di tendenze, da commerciante all’avanguardia. E tutto questo lo deve a una sana ambizione, a una curiosità naturale più spiccata di altri, a una instancabile voglia di ‘essere fuori dal comune’.
Lo ha sempre avvertito come un fuoco dentro: un desiderio incalzante di stare dietro le novità, o magari un passo avanti, cavalcare la moda, o cercare di dominarla. “Bisogna crederci, la superficialità non fa per me”. Mi sintetizza così la sua filosofia di vita.
Una vita sempre ‘sul pezzo’: quando scelse, ad esempio, a soli 22 anni di inaugurare quel locale notturno in periferia (un’attività che condivise con due amici dj, Felice Limosani e Lele Zanfani, due ‘autorità’ della consolle) che in poco tempo divenne La Mecca foggiana dell’house music. Lo chiamarono Metropoli e i tre riuscirono a invitare le performance dei più importanti artisti ‘notturni’.
Andy intanto si divideva tra la Romagna (patria delle discoteche), dove acquisiva input e stringeva relazioni professionali, la Grecia, dove amava trascorrere le vacanze e la sua città, dove portava le influenze che era capace di catturare in giro per il mondo.
Fu in questo periodo che scoppiò la passione per la moda e l’abbigliamento: “impazzivo per quelle camice fiorate indossate dai ragazzi in pista, a Riccione, per gli abiti in lino o per i look stravaganti dello stilista greco Nikolaos Apostolou”, mi racconta con quel suo timido e misurato entusiasmo. Era l’89 e, dopo aver traghettato con successo l’house al Sud, era arrivato per lui il momento di dedicarsi a altro: “mancava in città un negozio di abbigliamento audace”.
Andy apre il primo dei tre Palladium da vero autodidatta: la scuola era la strada, le fiere di Berlino e Firenze, i locali di Ibiza. Iniziò l’era di una eleganza non più formale, ma pratica e urban e di una forte contaminazione dal mondo dello streetwear. Le sue proposte in fatto di look sono state negli anni dei veri e propri passepartout per il quotidiano, e non solo.
Oggi i tre punti vendita (tutti in Corso Cairoli) hanno la stessa filosofia degli inizi: sugli scaffali solo le “ultime tendenze della moda italiana e internazionale, con una particolare attenzione alla qualità di ricerca e non di etichetta”. “Mi sento completo”, confida, facendo riferimento alle tre linee del suo concept store, uomo, donna e abbigliamento specializzato in street style.
E oggi che ho davanti un 57enne brizzolato all’ultima moda – ma senza eccessi e colpi di testa “non sono più molto mondano, vivo a Orsara di Puglia con la mia compagna e sono diventato piuttosto riservato” – non posso ignorare quel ragazzo poco più che ventenne, che prese in mano la sua vita e la trasformò secondo i suoi piani.
Eugenio, suo figlio adolescente, tra pochi anni si troverà a fare delle scelte per il suo futuro: “un po’ mi somiglia”, sorride Andy, chiuso nel suo leisurewear, jeans e t-shirt neri, una giacca vintage militare e le sneakers Comme Des Garçons. Lo definisce il suo comfort outfit: così ha affrontato le diverse fasi della pandemia, il lockdown e le riaperture delle sue tre boutique: “con grande sacrificio, ho gestito piuttosto bene questo periodo. Le perdite ci sono state, ma ora dobbiamo guardare al futuro”. Ecco, mi sembra di rivederlo quel ragazzo del Metropoli, che partiva per la riviera, che passeggiava tra le boutique di Mykonos, che organizzava djset, che collezionava vinili. Quel ragazzo che sa vivere la vita nel modo in cui la sogna e non come desiderano gli altri.

L’estate è l’unica cosa che aspettiamo con ansia. Basta outfit da smart working. Oggi come dobbiamo vestirci’? Cosa dice la moda a proposito?
“Scegliendo uno stile di vita outdoor la moda ci ‘soccorre’ con un abbigliamento comfy e sportivo, felpe, giacche a vento, scarpe da trekking. Sono outfit easy, semplici e colorati adatti al viaggio e all’attività fisica, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo. Tutti noi sentiamo il bisogno di uscire e di scoprire nuove mete, di riappropriarci del mondo, del tempo libero, dopo i mesi di lockdown e ristrettezze”.
Quale sarà l’accessorio che farà la differenza in vacanza?
“Questa sarà una estate multicolor: la donna indosserà short e top a fantasia floreale, stile californiano. L’uomo potrà scegliere tra diversi tipi di bermuda: in particolare quelli in tessuto tecnico”.
Dopo il lockdown della primavera, al di là delle ‘leggi della moda’, oggi cosa cercano le ragazze nei tuoi store?
“Cercano qualcosa per ‘evadere’: le nuove generazioni sentono impellente il bisogno di uscire di casa, indossare dei look ricercati. Le ragazze e i ragazzi si affidano anche alla moda per cercare di nuovo la bellezza. In questi giorni sono nuovamente richiesti gli abiti da cerimonia. Ma credo che questo stile subirà presto delle modifiche: oggi partecipiamo a eventi all’aria aperta, in campagna, brunch, pic nic. E la moda dovrà sperimentare degli abiti meno impegnativi e meno formali”.
Palladium fa un buon utilizzo dei social: cosa avete sperimentato in questi mesi?
“I social sono fondamentali: ai miei tempi tutto questo non c’era ma capisco che i gusti e le tendenze viaggiano a suon di click e like. Vale per me, così come per i ristoranti, i locali. Il mio giovane team viene stimolato costantemente su questo tema: ci tengo che lo staff frequenti corsi di approfondimento del settore per approfondire le opportunità che i canali digitali online oggi danno alle imprese”.

