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Confidenze di tendenza

E se avesse avuto ragione Leo Longanesi quando dichiarava che “Tutte le rivoluzioni cominciano per strada e finiscono a tavola”?
Forse è proprio così: ne è una ‘testimonianza’ la storia di Emporio 41, sbocciata in circostanze inaspettate e casuali e concretizzatasi una domenica di 15 anni fa durante uno dei classici banchetti di famiglia, ai quali i due titolari della boutique sono, tuttora, molto affezionati.
Per spiegarmi meglio: quando Luca Costantino e Patrizia Ricco maturano l’idea di dare una sterzata alla propria vita professionale l’una era ancora legata alla professione di ragioniera commercialista, l’altro era a Torino, responsabile dell’aspetto audio di produzioni televisive.

Non sarebbe stata di certo la distanza fisica a spegnere l’ambizione di inaugurare un nuovo progetto di vita: i due, con la complicità di mariti, mogli, mamme e figli, pianificano al telefono il loro futuro.
Poi l’intuizione diventa realtà: “l’opportunità da cogliere al volo (quello cioè di ‘sovvertire’ una quotidianità che in realtà non soddisfaceva entrambi, ndr) è il civico 41 di piazza Giordano”, spiega Patrizia al nipote. Il tutto con l’approvazione della signora Michela (mamma di Luca e cognata di Patrizia) che del settore dell’abbigliamento non era certo una cadetta.
Alle ‘conclusioni’ si giunge durante un pranzo: “sentivo che era arrivato il momento di cambiare vita” confida Luca.
La grande famiglia non può che appoggiare questa scelta, in un periodo anche ‘propiziatorio’: questa avventura avrebbe, di fatto, determinato il futuro professionale dei due neo soci.

“Era una sorta di sfida– ricorda Luca, che all’epoca cercava l’occasione per invertire il suo ruolo da dipendente e diventare imprenditore – perché in quegli anni Foggia era sprovvista di boutique dedicate alla tenera età e ai teenager”.
La loro ‘rivoluzione’ è stata la scelta giusta nel momento giusto: che abbiano aperto la strada a una tendenza in città questo poco importa. Ma quello che resta, oggi, in piena emergenza sanitaria e economica, è l’intuito, l’energia e la volontà di perseguire i propri sogni concretizzandoli.
E così sarà, anche quando allestiranno le vetrine per la collezione della nuova stagione: per scacciare le negatività e fare, finalmente, posto a una nuova ‘primavera’ del loro Emporio.

Look da DAD, come si comportano le famiglie? E cosa cercano i genitori per i loro figli e le loro figlie in questo periodo?
Patrizia:“Sicuramente quello che stiamo vivendo non è un momento di socializzazione, di conseguenza anche l’abbigliamento ne sta risentendo. Le famiglie puntano esclusivamente all’acquisto di un capo comodo, da casa.Come letute, le felpe”.
Luca: “Ma anche pantaloni o jeans molto comodi, è l’elastane che rende il tessuto stretch e flessibile. E poi ultimamente la moda è unisex, un esempio sono le tute”.

Ci sarà una versione digitale di Pitti Bimbo, la fiera si presenta quest’anno in piattaforma. Come cambia il vostro approccio alle collezioni? E come vi ponete?
Patrizia: “Pitti è un riferimento per scoprire nuovi brand ma anche per poter toccare con mano i tessuti. Per noi è importante comprendere realmente quello che proponiamo ai nostri clienti più piccoli. Ma quest’anno sarà così, per cui ci organizziamo con gli showroom e i rappresentanti delle aziende per delle webinar. Privilegeremo comunque i brand che già conosciamo”.
Luca: “Si, è a loro che certamente daremo precedenza. Nel nostro campo è fondamentale riconoscere la qualità di un capo attraverso le sensazioni tattili”.

In Boutique non manca l’attenzione all’estetica e ai dettagli. Per uno shopping rilassante e ispirato. In questo periodo così difficile in che modo indicate al cliente l’alfabetico estetico?
Patrizia: “Il bambino non è un cliente facile, molti di loro hanno già le idee chiare. E decidono cosa acquistare. Altri si lasciano consigliare: si affidano ai nostri total look e agli abbinamenti”.
Luca: “I social network contribuiscono a formare il gusto dei teenager. In boutique noi siamo attenti al colore: è più facile scegliere un capo scuro, certamente più elegante, ma la creatività è abbinare un colore fluo o deciso a un articolo alla moda. Così consigliamo alla nostra clientela un look riconoscibile”.

I teenager sono cresciuti in fretta quest’ultimo anno: sono cambiate le loro abitudini. Anche i loro gusti in fatto di look?
Patrizia: “Molti brand sono diventati unisex, non c’è distinzione di gusti, tra i ragazzi e le ragazze, quando indossano una felpa o pantalone over o un capo iconico”.
Luca: “Hanno le idee molto chiare grazie all’utilizzo dei social network: è lì che nascono i trend. Per cui anche noi siamo ‘obbligati’ a seguire come cambiano le tendenze dei giovani”.
Patrizia: “I nostri figli ad esempio rappresentano una bussola, il loro punto di vista per noi è fondamentale”.

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