SARA PACELLA - Foto in alto blog

Il mio intimo anniversario di matrimonio in stile pugliese

Al tramonto, la luce che si stende sulla facciata della Cappella di Belmonte è (naturalmente) seppiata: è bastata questa immagine, in primavera, a farmi legare sentimentalmente, già solo ad un primo fugace sopralluogo, a questo gioiellino architettonico in pietra, incastonato nel Tavoliere.
Su quella parete spoglia, all’ora delle cicale, ho visto riflesso il paesaggio che, quasi inconsapevolmente, la circonda: essenziale, autentico, rurale.
Il nord della Puglia ha una sua personalità: silenziosa e impetuosa al tempo stesso.
Sarà anche per questo che ho scelto di rifugiarmi qui per celebrare, in intimità, un anniversario di matrimonio davvero speciale: dieci anni di nozze con Roberto.
Ma andiamo per gradi.

Somewhere in Puglia: la regione che fa boom di turisti in estate

Un milione di passeggeri in due mesi negli scali di Bari e Brindisi (6.218 quelli che a luglio hanno volato da e per l’aeroporto Gino Lisa di Foggia): sono i turisti che hanno scelto il tacco d’Italia per le loro vacanze. Come dargli torto: sul web e sulle pagine di lifestyle magazine la Puglia è (oggi) come un tormentone estivo. E’ la regione della terra rossa, delle masserie di pietra bianca baciate dal sole e sfiorate dal vento, quello che soffia sulla vegetazione e solleva un profumo aromatico di mirto, rosmarino e timo, che si spinge poi fino alla costa, a ridosso del mare, dove incontra l’odore di salsedine e di agrumi e, ancora, un fermo immagine dell’orizzonte che si perde nella linea che separa l’acqua blu dal cielo azzurro, poi i volumi irregolari, quelli delle chiome degli ulivi e delle distese infinite di spighe di grano.
Poetico.

La verità è che questo territorio è sempre stato così spiccatamente raw. Nei miei ricordi d’infanzia c’è l’immagine di una Puglia attaccata alle sue tradizioni, gelosa dei suoi segreti ai fornelli, protettiva nei confronti del calendario dell’orto.
In una parola: folkloristica.

La vita lenta e semplice in Puglia

Oggi, che è di gran tendenza la vita lenta, quella senza orpelli superflui, né orari, la Puglia è in assoluto la destinazione ideale per chi desidera un ritorno alla vita a contatto con la natura e con la cultura del luogo.
In questo trend, che spopola tra i travel blogger e gli influencer, io mi ci inserisco naturalmente: quel ritmo agreste ce l’ho tatuato sulla pelle, anzi è nel dna. E’ un’armonia di colori, suoni e odori che vibra nel mio corpo e mi risucchia quando provo ad allontanarmi, la sento scorrere nelle vene, anima e controlla il mio umore, mi fa battere il cuore.

Il made in Puglia

Credo valga per ogni pugliese doc. Perché chi nasce qui è consapevole di avere il privilegio di un rapporto così viscerale con le proprie radici. Mi spiego meglio: c’è chi, per sentirsi pugliese, adorna la cucina di pumi in ceramica e le camere da letto di merletti realizzati a mano. Io, semplicemente, sono il made in Puglia: lo sono quando passeggio in campagna, quella dove è nata e cresciuta mia mamma, quando ordino al forno di fiducia una pagnotta di grano duro, quando abbellisco di bacche di ginepro la mia tavola al mare, quando indosso un camicione di lino nelle giornate di scirocco o una borsa in paglia per fare la spesa tra le botteghe della città.
E’ sulla scia di queste emozioni che ho scelto di (ri)vivere il mio anniversario di matrimonio, il 12 luglio, in stile pugliese: romantico, confortevole, mediterraneo.

E’ capitato in un pomeriggio di metà luglio, nella settimana più calda mai registrata negli ultimi anni. 45 gradi di temperatura, tre donne in una Cinquecento rossa e 50 chilometri di strada da percorrere sotto il sole per raggiungere il luogo dove ho un appuntamento speciale con l’amore.

Il nostro anniversario di matrimonio

E’ stato il contesto, di rara bellezza e suggestione, a rapirmi: San Paolo di Civitate è una bassa collina verde brillante, animata da tratturi, greggi e campagne. Il borgo si nutre del culto della Madonna di Belmonte: immersa nella natura, quella Cappella, così solitaria e semplice, è legata alla tradizione della transumanza, nascosta tra gli alberi e pervasa da un’atmosfera mistica. Mi è sembrato sin da subito il posto giusto dove celebrare, in assoluta intimità, l’amore autentico, sincero, profondo. Il nostro decimo anniversario di matrimonio ci stava aspettando!

Scendo dall’auto di fretta, sospesa tra la curiosità di scoprire come gli allestimenti floreali si fossero messi a loro agio, senza snaturare l’edificio, e una singolare calma interiore.
Ma prima di entrare mi guardo attorno: da qui, come una terrazza naturale, l’occhio si perde tra gli ulivi e arriva fino all’orizzonte dove si rincorre una vegetazione vibrante, di frumenti e frutti, e pascoli silenziosi.

Così abbiamo (ri)detto ‘Sì’ nella cappella

Poi mi giro e mi fermo ad ammirarla, con il vento febbricitante che gioca con il velo: la Cappella è davvero un’architettura così piccola, eppure così potentemente evocativa. Varco il portoncino, sottobraccio a mio marito, e avverto immediatamente quella sua straordinaria ricchezza espressiva, tipicamente pugliese. Solo pietra e legno.
Seduta nei banchi la mia famiglia, otto in tutto, e, ad attenderci all’altare, il prete, che ci ha sposato dieci anni fa.
Romanticismo, semplicità ed eleganza nel rito del (nuovo) giuramento d’amore che ritrovo ovunque, qui attorno: negli occhi di mio marito e nella promessa di un sentimento senza fine, nei gesti affettuosi di chi sta partecipando a questa cerimonia, nella liturgia, nei piccoli vezzi che mi sono concessa. Un abito corto, bianco (ça va sans dire), con ruches, un rettangolo di tulle tra i capelli impreziosito da un fiocco. Tra le mani un bouquet aromatico di camomilla, ammi e margherite.

E a rapire lo sguardo, e gli scatti, un addobbo semplice, discreto ma pieno di simbolismo: i tralci di ulivo, a rendere omaggio a questa terra, la patria dell’oro verde, e poi ruscus e statice.

Tenuta Fujanera, scelte di cuore (e di pancia) pugliese: pizza party

L’ultima tappa di una giornata di gioia è nel parco di Tenuta Fujanera, a pochi passi da Foggia.
Ad attenderci un tappeto verde, costellato di ulivi e uno spettacolo di lanterne e catene luminose, dei divani in rattan e un ‘banchetto’ local.

Il concept della tavola

Per festeggiare il nostro anniversario di matrimonio in stile pugliese, ho richiesto un tavolo essenziale, vintage, vestito di merletto, decorato con candele e fiori, imbandito di fritture, focacce e taglieri, per palati rigorosamente pugliesi.
Avverto nell’aria il gusto dell’allegria delle feste in casa e questo mi piace molto: il mio family party è pronto a decollare.
Ogni cerimonia che si rispetti culmina con il taglio della torta: eccola, tonda, bianca, con dettagli verdi a riallacciare quel filo del racconto sul territorio.

La fuga romantica nel Borgo che racchiude tutti i simboli della Puglia: Egnazia

La ciliegina sulla torta di questo inedito anniversario di matrimonio è stata molto più di un complemento decorativo: a rendere ancora più appetitoso il 12 luglio 2023 è stato il weekend che, nel nome della bellezza, abbiamo voluto festeggiare a Borgo Egnazia, nel cuore della Puglia, a due passi dal mare, in un luogo che è capace di raccontare con sincera autenticità quella cultura contadina (locale), a cui io sono profondamente devota, ma strategicamente proiettata in un contesto di lusso, tra villette in tufo, piscine, ristorante stellato, residenze sofisticate.

Sullo sfondo il ricordo tangibile della vita popolare e, quindi, a dominare gli ambienti interni ci sono secchi e brocche di latta, piatti di ceramica bianca, vasi di spighe a decorare le pareti, prodotti dell’orto che passano dal campo alle cucine e le massaie.
Fuori, la Puglia e le sue magie: le luci di un’alba calda e l’aria aromatizzata al rosmarino, i taralli home made da sgranocchiare a merenda, le cornici di muretti a secco e il profilo degli alberi di fico, le tovaglie di lino stropicciato e i ricami, il rumore dei passi sulle foglie secche di olivo sparse sui tratturi e il suono delle cicale all’imbrunire, la luce aranciata del tramonto che illumina la Piazza del Borgo e il brusio della cena, i calici che si scontrano, il Negroamaro che scivola lento, il sugo che ribolle in pentola sono stati la colonna sonora delle mie giornate lente e spensierate.

Cercavo ancora una volta quel legame con la mia terra: ero mossa da quel desiderio di atmosfera ovattata, che sapesse di casa. Ho trovato ciò che cercavo e un’accoglienza a cinque stelle, a proteggere un tesoro inestimabile dal fascino ambrato, sancito da rituali selezionati e raccolto in scenari mediterranei, come il set di un film. Ma Borgo Egnazia resta. Resta nel cuore. Con quel bouquet di sapori pugliesi, tra sentieri enogastronomici e itinerari del benessere, cavalcando i frutti di questa regione, come gli agrumi e le erbe selvatiche.

Mi scuserete se uso un’espressione fin troppo abusata nell’hôtellerie: ma quella che ho vissuto intensamente è stata un’esperienza multisensoriale che, senza che ce ne fosse bisogno ma che ho ampiamente apprezzato, ha sancito quel legame indissolubile tra me e la mia terra dalle mille sfumature.

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