Tombolini

Michela Tombolini, la wedding planner pugliese del matrimonio di Francesco Sarcina

C’è un motivo per cui i matrimoni celebrati in Puglia mi affascinano sempre. Non è solo perché sono pugliese (touché), ma perché ogni evento qui sembra raccontare una storia più grande: quella delle nostre radici, della bellezza che sa di semplicità e autenticità.
In un mondo sempre più spinto verso il digitale, la vera rivoluzione, qui, è recuperare. Recuperare la cura nei dettagli, la passione per le cose fatte a mano e con amore e quei sentimenti autentici che solo un matrimonio legato alla terra e alle tradizioni può evocare. È tornare alle abitudini di un tempo: una cena tutti insieme, con solo la luce delle candele a fare atmosfera, tra pizzi generosi che accarezzano le tavole imperiali, immersi in un’ospitalità che sa di casa e accoglienza sincera.
Perché è proprio restando fedeli all’essenza, alle radici, che si crea qualcosa di davvero straordinario: un evento capace di parlare al cuore e restare indelebile nella memoria.
Ed è come se avessi un radar su Instagram che mi ‘segnala’ i wedding party organizzati nelle cornici più suggestive di questa regione, ormai una delle mete più richieste per i fiori d’arancio, sia dalle coppie italiane che straniere abbagliate da ricette, abiti, vasellame, appunti, ricordi, architetture.

Tutti pazzi per le masserie pugliesi

E sì, c’è qualcosa di unico nella mia terra: quel fascino che mescola storie semplici, gesti lenti e un’armonia intrinseca tra passato e presente, dove ogni dettaglio sembra sussurrare ricordi di un tempo, senza fretta, ma con il gusto di assaporare ogni istante.
Con la natura incontaminata, fatta di terra rossa e di ulivi secolari. In estate, resa ancora più memorabile dal soffio del grecale che trasporta l’odore salato del mare, che si infrange sulle pareti bianco abbagliante delle antiche masserie, alcune abbandonate, altre trasformate in eleganti location per eventi. Poi ci sono le cappelle nascoste, gli animali da cortile che riportano alla memoria tradizioni di famiglia e i menù che parlano di autenticità con la semplicità dei prodotti genuini, coltivati dietro l’angolo. Raccolti e cucinati.

Questo equilibrio sottile tra ciò che è stato e ciò che è ancora oggi rende ogni esperienza in Puglia una celebrazione delle radici, un inno alla bellezza essenziale.
Va da sé che, quando ho scoperto che Michela Tombolini, mia amica e wedding planner, aveva curato il matrimonio in Puglia di Francesco Sarcina, de Le Vibrazioni, non ho potuto fare a meno di approfondire.

 

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Radici e ritorni: un cerchio che si chiude

“Non è vero che l’unica cosa che conta è dove uno riesce ad arrivare. È vero il contrario: importa solo da dove uno proviene.” Questa frase della scrittrice Silvia Avallone sembra descrivere perfettamente la scelta di Francesco Sarcina, leader de Le Vibrazioni, di celebrare il suo matrimonio proprio in Puglia.
Con il padre originario di Manfredonia e la madre di Cerignola, Sarcina ha voluto rendere omaggio alle sue radici in un luogo che racchiude la sua storia familiare. Lo scorso 8 ottobre, insieme alla compagna Nayra Garibo, ha detto sì in un ‘pugliesissimo’ paesaggio, quello della Masseria La Macina, un luogo incantevole che celebra la bellezza senza tempo della Valle d’Itria.
I muretti a secco come backdrop della foto di coppia dopo il rito, un albero di ulivo, le grosse pale dei fichi d’india, le palme e uno scenografico rosmarino ad avvolgerli quasi in un abbraccio aromatico.
Cose che accadono in Puglia, sotto un cielo azzurro in pieno ottobre, col profumo salmastro che sembrava danzare nel vento e la calda accoglienza di una terra che fa sentire tutti a casa. Specialmente Francesco Sarcina.

 

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Il matrimonio che celebra la Puglia

La cornice non è stata scelta a caso. La Masseria La Macina, con le sue luminose installazioni ispirate alle tradizionali feste di paese – come raccontano le immagini pubblicate in esclusiva da Vanity Fair – ha regalato agli ospiti un’atmosfera fiabesca. La corte interna, cuore pulsante della struttura, è diventata il teatro di una celebrazione in cui ogni dettaglio parlava di autenticità: dai profumi della cucina locale, che hanno esaltato i sapori genuini del territorio, fino ai richiami delle tradizioni pugliesi, come le giare e le anfore prese dai frantoi, persino la melodia della tradizionale pizzica.
Un matrimonio che non ha solo celebrato l’unione tra due persone, ma anche il legame profondo con una terra capace di trasformare ogni dettaglio in poesia.

 

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Michela Tombolini: la rivoluzione gentile del wedding

Dietro le quinte di questa giornata speciale c’era Michela Tombolini, un nome che negli ultimi anni è diventato sinonimo di eccellenza nell’organizzazione di matrimoni in Italia. Non solo wedding planner, ma la prima wedding lawyer del Paese, Michela combina la precisione di un avvocato con la creatività di un’artista, facendo della sua professione una vera missione. Non solo: il suo background giuridico le ha consentito un approccio unico alla professione legata ai garndi eventi, che ha rivoluzionato il panorama del wedding planning.

 

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Il suo primo libro, The Wedding Lawyer, è diventato un riferimento fondamentale per il settore, un vademecum pratico per affrontare le dinamiche contrattuali con sicurezza e consapevolezza. Il volume ha attraversato l’Italia con un book tour che ha consolidato la sua posizione di guida per chi lavora in questo campo, fornendo strumenti concreti come le “clausole salva-vita” e suggerimenti per definire con chiarezza prestazioni e accordi.

Da Grottaglie, dove vive oggi, Michela porta con sé quella tenacia e passione che sono il tratto distintivo dei pugliesi. A giugno aveva già lasciato tutti a bocca aperta organizzando il matrimonio del figlio di Bruno Vespa, Alessandro, con Isabella Di Biagio, (raccontato dall’occhio del fotografo pugliese Vincenzo Massaro) nella tenuta pugliese del giornalista Rai, ma con l’evento di Francesco Sarcina ha superato se stessa. Le sue competenze non si fermano alla pianificazione: Michela è una narratrice di storie. Ogni matrimonio che cura diventa un racconto che riflette le personalità degli sposi e l’anima del luogo che lo ospita.

 

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“Non è solo un lavoro: è un modo di far vivere alle persone la magia delle loro radici,” racconta.
E con il matrimonio di Francesco Sarcina, Michela ha dimostrato come la Puglia non sia solo una destinazione da sogno, ma anche una terra capace di trasformare i sogni in realtà.

Dietro le quinte del matrimonio di Francesco Sarcina e Nayra Garibo

Michela, cosa ci puoi raccontare dell’organizzazione?
“È stato un matrimonio che ha richiesto una gestione attenta di diversi aspetti. Da un lato, la necessità di mantenere la massima riservatezza: ho avuto al mio fianco una squadra di fornitori eccezionali, che hanno lavorato con discrezione assoluta, senza far trapelare nulla (tra loro il fotografo Marco Schifa che ha realizzato anche lo scatto pubblicato in copertina, ndr) . Dall’altro, c’è stata la coordinazione con Vanity Fair per l’esclusiva e la cura dell’immagine di Francesco, in sinergia con il suo ufficio stampa. Gli sposi, poi, hanno scelto di condividere questo momento speciale con un numero ristretto di persone, circondandosi solo di parenti e amici più cari”.

Qual è stata l’atmosfera dietro le quinte?
“Dietro le quinte si respiravano concentrazione, emozione e una sorta di trance agonistica, simile a quella delle grandi sfide della vita. Ogni fornitore sapeva esattamente quale fosse il suo ruolo, e la mia Dream Crew è stata semplicemente straordinaria!”

Tra candele, pizzica, mariachi e un finale con la musica live di Sarcina, c’è stata qualche richiesta ‘insolita’ che ti ha colta di sorpresa?
“In realtà, i mariachi sono stati una sorpresa che Francesco ha voluto regalare a Nayra e si sono armoniosamente uniti alla tradizione pugliese rappresentata dalla pizzica. Questo connubio ha fatto divertire tantissimo gli ospiti, creando un’atmosfera unica. Tutto è filato liscio, proprio come da progetto, fatta eccezione per un fuori programma straordinario: un piccolo concerto che Le Vibrazioni ci hanno regalato. Un momento magico e indimenticabile, durante il quale noi della Dream Crew ci siamo abbracciati, avvolti dalle note meravigliose”.

Qual è stata la difficoltà maggiore di questo matrimonio?
“Senza dubbio, il vento! In alcuni momenti abbiamo registrato raffiche fino a 47 km/h, il che ci ha costretti a spostare la cena all’interno. Per fortuna, La Macina aveva un piano B che si è rivelato all’altezza di un piano A, creando un’atmosfera altrettanto straordinaria e suggestiva”.

 

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