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The Puglieser, gli occhi sensibili della rivista immaginaria sulle infinite bellezze della regione

Quando i latini dovevano esprimere, con le parole, l’atteggiamento di chi fosse intensamente consacrato o consacrata a qualcosa usavano l’espressione ‘devotus’, cioè devoto, affezionato, dedito, pronto per.
Decido di rispolverare qualcosa in più di questa eredità latina e, manuale alla mano, resto affascinata da una spiegazione: la devozione esprime un concetto spirituale molto profondo, ma anche un sentimento di affetto, di premura e di ammirazione.
Perché mi sono sentita di scomodare la lingua classica per raccontarvi l’ultima esperienza, in ordine temporale, che ho vissuto qui in Puglia?
Perché le cose belle non sono mai banali. E bisogna mettere il cuore in ascolto, (una pratica per me abituale).

Ho, infatti, trovato in questa espressione – ‘devozione’ – la mia personale interpretazione del progetto grafico ‘The Puglieser’,  spin off italiano dell’americano ‘The New Yorker’ di cui replica lo stile delle cover illustrate, come per le non riviste ‘The Milaneser’ e ‘The Parisianer’. L’iniziativa artistica ha riunito, al momento, una trentina di artisti sotto un’unica romantica visione: omaggiare la Puglia e raccontarla attraverso le copertine di una rivista immaginaria.

La rivista che ‘non c’è’

Da buona cancerina, non posso sorvolare su questo aspetto e sulle mie sensazioni. Ne faccio, quindi, una questione di cuore e rifletto: solo se ciò che provi, verso la tua terra e quei suoi vicoletti brulicanti di folklore, leggende e vetrine enogastronomiche, è un sentimento di amore e rispetto, allora puoi firmare la direzione artistica di una appassionata narrazione celebrativa – perché è così che vedo la ‘rivista che non c’è’ ‘The Puglieser’senza sfociare in qualcosa di scontato e già visto.

E a sentir parlare Luigi Leonardo Cascella, founder 28enne dell’iniziativa editoriale – io quel trasporto emotivo, che mi è piuttosto familiare, l’ho avvertito. Un sentimento traducibile così: occhi lucidi, vocabolario sentimentale, entusiasmo alle stelle, curiosità lampante, passione dirompente.

 

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Fa bene a non nasconderlo”, penso mentre mi racconta la genesi del ‘non magazine’: siamo seduti sul divanetto di un salottino adibito a corridoio espositivo delle prime 40 cover pubblicate finora.
(Un primo traguardo che testimonia il successo – annunciato – di questa edizione pugliese di un progetto grafico reso celebre oltreoceano, ma andiamo per gradi).
Non un salottino qualunque, dunque, ma gli ambienti professionali di due architette pugliesi, ça va sans dire, Antonia Volpone e Francesca Oliva, che hanno aperto le porte del loro studio barese e, naturalmente, il cuore – si, anche loro – al format culturale di Cascella.
In quegli occhi leggo una punta di orgoglio: la Puglia oggi appartiene soprattutto a queste giovani generazioni cresciute all’ombra delle pale di fichi d’india, a sgranocchiare taralli e friselle, a incorniciare i confini di poderi agricoli con muretti a secco, a ballare pizzica e taranta, a tuffarsi dalle scogliere panoramiche. Ieri.
Oggi raccolgono quell’eredità culturale e si fanno portavoce della Puglia in Italia, nel mondo. Lo fanno attraverso esperienze, idee, avventure, innovazioni, condivisioni.

The Puglieser, a Bari l’esposizione delle prime 40 cover

La mostra delle cover illustrate della rivista immaginaria è ‘solo’ un bel momento conviviale – con annesso brindisi beneaugurale – per condividere opinioni, scambiare feedback e annotare idee con gli ospiti, più o meno esperti d’arte. Sapete che The Puglieser si è aggiudicato in pochissimo tempo – è stato inaugurato lo scorso 13 dicembre – un network di affiliati e affiliate, tra chi è in attesa di acquistare la sua copertina (del cuore!) e chi è in lista per realizzare la sua opera-omaggio?
Dopo i campanili di Andria, i trulli di Alberobello e Castel del Monte – per l’architettura – le cartellate, la via delle orecchiette e il polpo pescato – per la tradizione gastronomica – ma anche la passeggiata slow di un nonno con la sua nipotina, Eraclio, il giovedì dei Cornuti – per il capitolo sui costumi – di chi o cosa sarà il turno?
Intanto la storia sulle prenotazioni non è esagerata: Luigi mi confida che attualmente è in possesso di un elenco lunghissimo di nomi di artiste e artisti che vorrebbero mettere la loro firma sulle copertine di ‘The Puglieser’. Il calendario editoriale è molto fitto: “chiuderemo l’anno con un centinaio di opere, se non di più”. A testimonianza di tanta affluenza è la riprogrammazione delle uscite delle cover digitali: si è passati da una a settimana e tre, a partire da questo mese.

Tutti pazzi per la Puglia

A Luigi chiedo qualche feedback di questo primo round delle pubblicazioni delle cover della ‘rivista che non c’è’: “Sento la gioia, il calore e l’entusiasmo di questi artisti. Scopro quanto appeal ha questa regione nei loro confronti, anche negli artisti non pugliesi: fino ad oggi sono tre, un illustratore milanese, una ragazza argentina e prossimamente una artista Ucraina”.

Cosa racconteranno? Sono certa che ci aiuteranno a scoprire una regione più nota e quella inaspettata: le loro lenti e la loro sensibilità filtreranno valori, immagini, odori di questa Puglia che cresce sempre più sul piano turistico. Secondo una previsione dei flussi turistici nel 2023, pubblicata da Demoskopika, in Puglia si prevedono 16,3 milioni di presenze (+10%) e 4,1 milioni di arrivi (+10,6%).

 

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O Puglia Puglia mia tu Puglia mia
Ti porto sempre nel cuore quando vado via
E subito penso che potrei morire senza te
E subito penso che potrei morire anche con te

The Puglieser sa che deve dar spazio a tutte le esperienze: ma quanta bellezza hanno davanti gli sguardi dei talenti del mondo delle arti grafiche e dei fumetti, ma anche del tatoo e del body painting che si legheranno al progetto di Cascella? Infinite. Ci sono i riti, i balli, i paesaggi di pietra, i simboli, la fede e il misticismo, le spiagge di ghiaia, la buona tradizione della tavola, l’artigianato.

Ci pensate? Circa 940 km di costa fra i due mari mediterranei e una straordinaria varietà di ambienti preziosi, tra distese di grano e itinerari d’arte, come le abbazie romaniche, gli eremi abbandonati, i rosoni delle cattedrali, le fortezze federiciane, e poi i paesaggi rupestri, i fari costieri, le strade sterrate, le grotte marine, gli alberi di ulivo.
Il viaggio è appena cominciato.

Immagini cover The Puglieser
Immagini delle cover The Puglieser tratte dalla pagina Instagram del progetto editoriale. Da sinistra: ‘Ricordi densi come la salsa’ di Michele Inchingolo; al centro ‘I 3 campanili di Andria’ di Nadia Gelsomina; a destra ‘Un Brunch in Campagna’ di Victoria Morete.

Luigi, che peculiarità ha secondo te la Puglia?
“Ha una capacità magnetica di attrarre gente, artisti, opportunità soprattutto”.
Una cosa che secondo te è ancora poco nota della Puglia? “Io sono barlettano e c’è una leggenda legata a Barletta, oltre alla storia di Eraclio e alla disfida, ed è la leggenda dell’isola di Sant’Orsola. Nella cartografia del medioevo c’era quest’isola rappresentata dalle mappe che è stata narrata da Massimo d’Azeglio nel suo romanzo ‘Ettore Fieramosca.’ Era sostanzialmente l’isola in cui era segregata l’amata di Ettore Fieramosca e che aspettava il suo ritorno trionfante dalla vittoria durante la disfida, è una leggenda che in pochi conoscono anche a Barletta realtà e che secondo me andrebbe raccontata meglio e siamo al lavoro anche per raccontarla”.
Quindi, prossimamente sarà illustrata da The Puglieser?
“Assolutamente sì, c’è un artista barlettano che lavora a Hong Kong e si chiama Gianluca Crudele che ha realizzato un’opera in edita sull’isola di Sant’Orsola, ed è in programma la sua pubblicazione”.
Le novità?
“Ci saranno delle edizioni speciali, in concomitanza delle feste patronali. A luglio pubblicheremo un’opera dedicata alla Cassarmonica di Acquaviva delle Fonti, durante la festa della cipolla di Acquaviva”.
Tra luoghi e tradizioni raccontate, quali sono le cover del cuore?
“La mia preferita, a livello cromatico e concettuale, è la numero 15 che parla della salsa. La firma è di un ragazzo di Andria, Michele Inchingolo, che ha realizzato una copertina che parla di una tradizione che attraversa tutta la Puglia. E’ stata la prima opera che abbiamo venduto all’estero: è stata acquistata da una ragazza americana del Colorado, che mi ha confidato di venire spesso in Puglia ma di non trovarsi mai nel momento in cui fanno la salsa. Per cui comprando quest’opera sente di sentirsi più vicina a questa tradizione. Poi, sicuramente la cover n.1 perché è stata quella che ha dato il via al progetto, è un disegno dei tre campanili di Andria. L’artista ci ha spiegato che Andria ha attraversato negli scorsi anni dei momenti difficili e quindi è una sorta di abbraccio alla città. La terza opera è stata realizzata da una ragazza argentina, originaria di Buenos Aires che vive a Torino, innamorata della Puglia: le ho proposto di mescolare nel suo stile, l’acquerello, due opere di Giuseppe de Nittis, uno dell’impressionisti più importante la storia pugliese, ovvero ‘Colazione in giardino’ e ‘Passa un treno’. Lei si è innamorata di quello che ha visto e ne ha dato la sua interpretazione”.
Qual è la parte di questo lavoro che tu preferisci?
“Sicuramente il briefing con gli artisti perché si creano connessioni molto forti. Si, la parte progettuale è quella più divertente”.
Luigi, potresti lasciare per un giorno i panni del direttore artistico per indossare quelli dell’illustratore?
“Si, ci sarò anche io nel piano editoriale anche se io sono un grafico non illustratore, quindi confrontarmi con queste opere mi crea un po’ di timore reverenziale, però ci sarà molto probabilmente una mia opera nei prossimi mesi”.

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