Ieri il ritornello di un tormentone, oggi l’arredo tra i più fotografati all’ultima Milano Design Week, con l’ambizione di diventare – esattamente come accaduto con la celebre canzone che lo ha reso famoso – un nuovo pezzo iconico del design made in Puglia.
L’enigmatico Coniglio Verde della band salentina dei Negramaro si materializza, diventando l’oggetto del desiderio di interior designer, influencer, art director, fotografi, blogger e, non da ultimo, del popolo social.
A dare una forma e una nuova vita ad uno dei soggetti più studiati, elaborati, interpretati della narrativa mondiale ci hanno pensato Pasquale Junior Natuzzi e Fabio Novembre, pugliesi doc manco a dirlo, con la poltrona Green Rabbit, l’omaggio ai 20 anni di carriera del gruppo leccese che nel 2005 lanciava ‘Mentre tutto scorre’, l’album della rivelazione e della loro consacrazione nel panorama musicale italiano.
“Usami, straziami, strappami l’anima
Fai di me quel che vuoi tanto non cambia
L’idea che ormai ho di te, verde coniglio
Dalle mille facce buffe”

A guardarlo da vicino, il progetto artistico è tutt’altro che, semplicemente, un nuovo prodotto sul mercato, in edizione limitata di 100 pezzi. La poltrona dal design unico, capace di trasportare le persone in una dimensione avvolgente per un’esperienza multisensoriale, è, infatti, l’occasione per celebrare un’amicizia, nata e consolidata sotto lo stesso cielo pugliese, per raccontare quell’artigianato che incarna l’autentico ‘apulian style’ (che a sua volta esalta lo slow living), per svelare come delle suggestioni visive e sonore possano incoraggiare a perlustrare nuovi spazi, magici e misteriosi, e, in ultimo, per smentire un antico retaggio secondo il quale al sud regna sovrano l’individualismo.
La poltrona Green Rabbit: silhouette pop e comfort pugliese
Il fatto che il numero 3 sia un simbolo di brillantezza, perfezione, ingegnosità, arte e agilità mentale trova conferma anche in questo progetto: tre amici – nati tutti nella regione dei trulli, degli ulivi e dei muretti a secco – hanno trovato irresistibile l’idea di dare forma, colore e materia a un soggetto emblematico, frutto dell’immaginazione di uno di loro.
La storia della musica italiana ci dice che Giuliano Sangiorgi ‘insegue’ il Verde Coniglio da circa due decenni: il mese scorso – durante la settimana milanese dedicata al design – se l’è trovato davanti, avvolto in uno strato di lana bouclé, in un’installazione scenografica in via Durini, di fronte allo showroom milanese del brand di Santeramo in Colle.
L’ha accarezzata, si è seduto, ci ha persino ballato sopra, quasi incredulo.
Quando i sogni diventano realtà.
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Ci hanno creduto da subito, invece, il giovane imprenditore di Bari Pasquale J. Natuzzi – erede dell’omonimo brand, classe ’90, oggi Chief Creative Officer di Natuzzi – e il suo amico designer leccese da 79mila follower Fabio Novembre, decisamente l’architetto tra i più apprezzati sulla scena internazionale.
Insieme hanno progettato un oggetto destinato a diventare un pezzo senza tempo: la Green Rabbit nata in casa Natuzzi è una seduta ricca di simbolismo, che fonde comfort e suono, grazie a un impianto audio integrato e uno stile estremamente pop.
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Lo slow living in Puglia
“Un’esperienza immersiva attraverso la quale essere trasportati in una dimensione multisensoriale”. Una dimensione che Natuzzi conosce bene perché è il contesto in cui il brand affonda le sue radici e prende continuamente ispirazione. E’ la Puglia della macchia mediterranea, verde come la Green Rabbit, “Una poltrona che diventa un microcosmo per ascoltare suggestioni, sviluppando un sentire che trascende l’inquinamento acustico dei nostri tempi”. Di più: “un modo per raggiungere uno stato di assoluto comfort”.
Qual è d’altronde l’ultimo trend in fatto di viaggi? Mollare tutto per riappropriarsi dei piaceri semplici del buon vivere. E dove se non in uno di quei retreat a due passi da Santeramo in Colle, la patria delle masserie, tra vigneti di negroamaro, tavolate di friselle, le note di pizzica e tamurriate e la magia sospesa dei centrini all’uncinetto?
La Puglia ancora una volta musa e sipario insieme: set di armonia, luogo di accoglienza, sorpresa per i sensi.

