Vito Dicecca

Vito Dicecca, la storia del giovane casaro di Altamura e quell’autentico storytelling del formaggio pugliese

Dal 1991, Antonello Venditti ci insegna che certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Vale anche per quegli amori ‘speciali’, che si insinuano tra i racconti paterni, tra le radici degli alberi e le trame delle tradizioni millenarie.
Questa che segue è la storia di Vito Dicecca, un giovane di Altamura, classe ’85, la cui epica odissea attraverso il mondo ha rivelato, col tempo, un legame tanto profondo quanto inestricabile con la sua terra d’origine, la Puglia. Tanto forte da farlo tornare a casa.

 

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La Puglia, quali sono i gioielli nascosti nell’entroterra

Andiamo per gradi.
Se dovessi raccontare cos’è la Puglia, in giro per il mondo, come ha fatto all’epoca quel giramondo diciottenne, direi che la mia regione è una terra che incanta per la sua semplicità e autenticità. È un luogo dove i ritmi lenti della vita si mescolano armoniosamente con la bellezza mozzafiato del paesaggio. Qui in Puglia ci sono i borghi marini, aggrappati alle scogliere, dove il profumo salmastro si mescola con l’aria fresca del mare. Ma oltre alle coste, l’entroterra pugliese cela tesori nascosti tra le colline e i campi dorati. Qui, i piccoli paesi si arrampicano lungo le pendici, con le loro case di pietra e i vicoli stretti che si intrecciano come fili di un antico ricamo. In queste viuzze, si trova l’anima autentica della Puglia, dove il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre al ritmo tranquillo delle stagioni. I cortili accoglienti risuonano delle voci allegre dei residenti, mentre le trattorie tradizionali emanano profumi invitanti di piatti cucinati con amore e passione.
È in questi luoghi che si può davvero assaporare l’autentica essenza della Puglia, dove la semplicità si unisce alla bellezza per creare un’esperienza indimenticabile. Come quella della famiglia Dicecca, casari da generazioni.

Come si fa (davvero) il formaggio di capra in Puglia.

 

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Nel mio personalissimo storytelling sulla Puglia, direi, anche, che ciò che rende veramente speciale questa regione è la sua gente. Accogliente e ospitale, ti fa sentire subito a casa, con il suo calore e la sua generosità. Te ne accorgi dal modo in cui ti parlano del cibo, simbolo di convivialità e di condivisione, e da come ti accolgono alla loro tavola.
Il momento del pasto da queste parti è un rito sincero, genuino, abbondante, nelle forme e nelle quantità, semplice ma ricco di profumi e di sapori che risvegliano i ricordi più profondi. E’ un’esperienza, un modo di connettersi con la terra e le sue abitudini. È proprio questa filosofia di autenticità e affetto per il territorio che ispira Vito: nasce così, tre anni fa, Baby Dicecca, il suo format di ristorazione (di successo).
Ma non posso raccontarvi del primo cheesebar d’Italia – un piccolo spazio di soli 20mq immerso nella foresta di Mercadante – senza prima affrontare quel senso di insolita nostalgia che Vito ha prima sperimentato, lontano dal civico 26 di via Bari ad Altamura, la sede del caseificio di famiglia dove ha imparato l’arte del formaggio dal nonno, (e a comporre i nodini e a prendersi cura delle capre).
E’ lui stesso a raccontarmelo, insieme a Roberta, la sua compagna e mamma dei suoi due figli, a uno dei tavolini in legno del chiosco in foresta, poco lontano dal banco dei formaggi, ma vicinissima alla tentazione.

 

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Dalle Murge all’Australia: un biglietto A/R con il blue cheese nel cuore

Allora succede che, subito dopo la maturità, Vito sente nascere in sé un’irrefrenabile voglia di esplorare, il desiderio di scoprire cosa ci fosse al di là delle colline che aveva sempre chiamato casa. Australia, Stati Uniti, India, di nuovo in Europa. Quattro anni di viaggi incessanti, eppure, nel caos e nell’eccitazione di terre lontane, c’è stato un momento, un’istantanea di verità, che ha cambiato tutto. Accadde ad un appuntamento con una ragazza, nella terra dei canguri: “E tu, cosa fai nella vita?”, chiede lei e lui, incerto, risponde “cheese maker”. Era come se quel termine, così lontano dalla sua lingua madre, avesse risvegliato in lui una consapevolezza improvvisa. La ragazza, colpita, esclama “Wow, you’re so cool”. E’ questo il momento in cui Vito sigilla un patto con il suo destino, unendo il suo presente lontano dalle terre pugliesi con la saggezza antica che scorre nel suo sangue.
Era, quindi, nel posto sbagliato? Una cosa è certa: quel semplice scambio di parole aveva acceso una lampadina nella sua mente. Lontano (solo geograficamente parlando) dalla campagna pugliese, Vito aveva avvertito il richiamo e capito che il suo posto nel mondo era proprio lì, tra le mura del caseificio di famiglia. E così, quel che sembrava essere un viaggio di scoperta si è trasformato in un ritorno alle origini, in un riconoscimento profondo delle proprie radici e del legame indissolubile con la Puglia.

Il Cheese bar Baby Dicecca: il rifugio tra gli alberi per assaporare gli autentici formaggi pugliesi

Vito, come il protagonista di una storia che, sebbene intrisa di avventure e cambiamenti, ha sempre avuto un’unica destinazione: il cuore della Puglia.
Ed è proprio qui, nelle Murge, tra la natura selvaggia, che sorge quel luogo unico nel suo genere – ‘Baby Dicecca’, un tributo alla primogenita Chiara – dove il profumo dei formaggi freschi e stagionati, dal caciocavallo podolico tartufato al Blue di capra, si mescola con l’aria fresca della natura circostante, “Lavorando nel turismo enogastronomico da più di 15 anni, ho capito l’importanza del territorio e delle radici. Baby Di Cecca è un punto di riconnessione con la nostra terra, un luogo che va oltre il concetto di semplice vendita di formaggi”.

 

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Il percorso di degustazione proposto da Vito e Roberta – e che prevede anche il pane di Altamura e la focaccia barese accompagnata con la stracciatella sorseggiando vini locali – non è, infatti, solo un’esperienza gastronomica, ma un viaggio sensoriale attraverso sapori speciali. Come spiega Roberta, “partiamo dai prodotti freschi, dai latticini che mettono d’accordo un po’ tutti, simbolo dell’arte casearia pugliese, per poi passare ai prodotti stagionati, con un percorso che culmina con Amore Primitivo, il nostro erborinato, blue cheese di capra affinato 100 giorni in vino Primitivo con amarene su crosta”. E’ la punta di diamante di Baby Dicecca, che fa breccia nei cuori di migliaia di stranieri, ma anche di volti noti del cinema e della ristorazione, da Stanley Tucci agli chef Carlo Cracco e i fratelli stellati Cerea, “i turisti sono attratti dalla natura, da una foresta che ancora non è molto conosciuta in Puglia. Vengono qui per conoscere i nostri prodotti, che rappresentano una fusione tra tradizione e innovazione”.

 

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Degustazione di formaggi o esperienza enogastronomica?

Il Cheese bar è più di un semplice locale e di questo se n’è accorta anche il magazine di Condé Nast Traveller che l’ha inserita nella guida ai migliori ristoranti in Puglia: Baby Dicecca è un punto di incontro per gli amanti del buon cibo e della natura, un’esperienza che va oltre il gusto e che permette di riscoprire il legame autentico con il territorio. Vito lo dice sottovoce, timidamente, ma è solo la sua attitude, perché lui ne è fermamente convinto: “qui non troverete solo formaggi prelibati, ma anche una storia di vita familiare, di vita privata, che si intreccia con la tradizione e il desiderio di nuove sperimentazioni” e la sua compagna, una laurea in Filosofia e la passione per la lettura, gli fa eco: “i turisti rimangono stravolti dalla nostra autenticità. Percepiscono che siamo noi, che è la nostra vita, e questo rende l’esperienza ancora più speciale”.

 

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Ma qual è l’obiettivo dietro il cheese bar? “E’ far sì che il formaggio, uno dei tesori della tradizione pugliese, venga apprezzato e valorizzato al pari di altri prodotti enogastronomici. È un progetto che porta avanti la nostra eredità culturale e che ci permette di condividere con il mondo l’autenticità e la bellezza della nostra regione”.

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