Metti una sera d’estate, una di quelle roventi di questa stagione così inedita e un bisogno di allontanare la mente dai ritmi del lavoro. E’ venerdì. E mancano poche ore al weekend, un fine settimana che ha bisogno di scene rilassanti, di momenti di relax e di sollievo.
L’invito che rivolgo a me stessa è quello di dare il giusto valore alla mia pausa.
Navigo sul web, approdo su quei magazine di lifestyle e leggo che il 2023 è ancora l’anno dello slow living. Intendono, forse, che bisogna darsi degli obiettivi raggiungibili, di godersi il bello mentre lo stiamo vivendo e andare piano, lentamente? Allora, so dove rallentare e rifugiarmi l’indomani, lontana dalla sveglia.
All’alba sono già in macchina, in fuga dalla città, dai doveri, dalle notifiche del mio smartphone, dalla tastiera del computer, dalle mail.
Sono, per citare il trend, “senza fretta”, quindi, senza stress e senza appuntamenti.
Trend di viaggio: slow travel
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Un’autostrada che corre lenta davanti a me, poi sterzo a destra. Direzione mare.
La destinazione è Peschici, il mio approdo Ialillo Residence: è bastato l’odore balsamico dei pini marittimi, il bianco gesso delle villette vista mare, l’accoglienza tipica pugliese a dirmi che ero nel posto giusto.
E’ Eliana a darmi il benvenuto. Lo fa con una stretta di braccia: si, mi fascia in un abbraccio. Qui si usa così. E’ un segno di ospitalità, di fiducia, di gratitudine.
Io mi guardo attorno, uno sguardo veloce su un vialetto alberato che conduce alle villette. Lì, all’orizzonte, tra gli oleandri, c’è il mio appartamento. E’ Stella.
La prima cosa da fare? Prenotare un tavolo in terrazza e ordinare caffè e brioche. Con il cuore leggero e lo sguardo rivolto verso il mare invito il mio corpo a rallentare.
Sento il piacere della lentezza. Avverto un’energia positiva. E percepisco il sapore del bombolone alla crema.
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Da qui, a pochi passi dal mio appartamento, su una terrazzina ventilata, all’ombra, nei colori tenui della terra, vedo quel posto che io chiamo casa: Peschici. Eccola arroccata su uno sperone di roccia, fasciata in un abbraccio di sole che si riflette sulla pietra bianca: ammirarla da qui, da questo angolo di villeggiatura – dove comfort e relax la fanno da padrona – è una libertà che si prova raramente. La suggerisce ciò che è naturalmente intorno: le sfumature celesti del cielo, l’azzurro profondo del mare, il verde vibrante della vegetazione mediterranea, il frinire delle cicale, il sapore della cucina pugliese. Cioè, l’essenza di una vacanza.
La mia giornata lenta e piena di emozione al Ialillo Residence
Manca poco alla mia vita da spiaggia. La chiamerò ‘healthy routine’, che comincia dalla villetta – dove ho sperimentato il silenzio, la calma e come trascurare il borsone colmo di sandali flat e di camicie di lino, che abbandono tra le stanze – prosegue in quei sentieri bianchi accompagnati da una flora allegra e rigenerante e culmina sulla sabbia: qui mi concedo qualche strappo alla regola, un bagno di sole, una passeggiata a piedi nudi sulla battigia, un panorama mozzafiato. Non è facile spiegarlo a parole, ma ci provo: gli occhi si perdono nella linea dell’orizzonte che divide il cielo dal mare e di mezzo trovano il profilo irregolare dei tetti, alcuni a forma di cupola, di quelle casette candide, essenziali, con le imposte blu.
Siamo a luglio, il tempo delle vacanze: attorno a me gli ombrelloni cominciano a popolarsi, la battigia si affolla di secchielli, il bar di sorrisi. Nel mentre, il mio blog di nuove avventure da raccontare a fine stagione.
La mia vita (lenta) all’aperto decide di concentrarsi sul mio lato leggero, spensierato. Mi aiuta quel libro sulla felicità ritrovato tra gli scaffali. Persino quella (seconda) brioche, che prima non potevo concedermi perché ero schiacciata dalla prova costume e che ora, in costume, finalmente, ci sono già. Sfoglio le pagine, ma mi accorgo che la felicità è in questo luogo, che mi fa sentire a casa.
Mi fa sentire a casa anche Eliana che sceglie di trascorrere un momento con me, magari in religioso silenzio, davanti a una tazzina di caffè. Le domando: “Non hai fretta?”. Mi risponde che da Ialillo la fretta non è mai entrata.
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Si dice che gli eventi piacevoli stimolano la produzione di dopamina nel cervello, per cui il nostro orologio interno accelererebbe, facendoci sembrare più breve il tempo trascorso.
E’ così che si svolge questo sabato di metà luglio: una panchina tra gli alberi da frutto del villaggio, un giro in barca, un vassoio di ciliegie, i panni stesi al sole, la paposcia più buona del Gargano condivisa sul pattino, a mani nude, ma con addosso il vestito della sera, a ricordarmi che la bellezza è davvero nelle piccole cose.
Un’immersione nella Peschici lenta, tra cibo e relax
Un viaggio nel viaggio: gli esperti la chiamano esperienza. Dicono che a farci viaggiare spesso sono quegli stimoli esterni che mantengono vivi i nostri sogni: si sogna quando si sta bene. Quindi a farmi viaggiare e a rendermi felice è un concetto semplice: il mio cibo preferito, sulle note di una canzone che amo.
Siamo o no, in una delle regioni più amate d’Italia per il mare e per il turismo gastronomico? La Puglia. E’ questo lo storyboard di un racconto emozionante.
La notte, quella sì, corre veloce. Per fortuna ho sempre amato le prime luci del mattino: lascio il letto di buon’ora, quando fuori il sole è ancora dietro la montagna, schiaccio il tasto ON sull’ultima playlist di Spotify, sfoglio un magazine mentre preparo il mio primo caffè di una nuova giornata.
La mia oasi di relax al Ialillo Residence è in sintonia con il mio andamento lento.
Rifletto sulle ore appena trascorse: qui sono tornata ad essere padrona del mio tempo, in spiaggia ho ancora un ombrellone che mi attende, senza fretta.
Me lo ripeto: sono solo in cerca di semplicità, di gesti quotidiani, dell’essenza del made in Puglia.
Mi alzo dallo sgabello, con movimenti adagi, tutto attorno è ancora tranquillo, la luce che filtra dalle persiane verdi.
Mentre sbadiglio, esco sul terrazzino, nel mio angolo di privacy.
Ho il tempo per stendere con calma il bucato, come faceva mia nonna nel giardino della sua casa in campagna. Il suo segreto per una perfetta asciugatura era prendersi il tempo necessario per ogni indumento: la fretta, in famiglia, è sempre stata giudicata come la peggiore delle nemiche.
Diceva: “Il consiglio è di lasciarsi guidare dal vento e orientarsi con il sole”.
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L’orologio, quello no, non l’ho mai mollato, mi avverte che il weekend volge al termine.
Eliana torna da me, con un sorriso più deciso e un sacchetto di frutti dell’orto: sento il dispiacere tipico di un arrivederci e quell’avvolgente sensazione di calore di cui non vorrei mai fare a meno, specialmente in vacanza.

