
La pandemia ancora in corso ha modificato stili e abitudini.
E anche il nostro modo di mangiare.
E’, infatti, esattamente un anno che sentiamo parlare in maniera ricorrente di rider, delivery, menu, boxes, comfort food etc… Con il lockdown della scorsa primavera – e l’attuale fase d’incertezza e stallo – è esplosa la mania del cibo a domicilio.
Tendenza o necessità?
Che sia una moda (siamo bombardati da pubblicità di app e siti) o semplicemente il bisogno di farsi coccolare dopo una sessione di DAD, una giornata in smart working o una riunione su piattaforma, la consegna a casa è diventata una abitudine frequente anche a Foggia.
Con una impennata di richieste per la pizza: al trancio o al piatto, la regina dei lievitati fa gola a tutti i palati. Specialmente nel fine settimana, complice la Serie A e le nuove serie tv.
Di idee ne abbiamo per ripartire?

A guardare le proposte dei ristoratori locali la risposta è si.
Ho trascorso le ultime settimane a consultare profili Instagram, pagine Facebook, elenchi telefonici e ho seguito una rete di consegne che attraversa la città. Ristoranti, wine bar, enoteche, bistrot, pizzerieecocktail bar si stanno lanciando in iniziative (come i pagamenti digitali), progetti gastronomici e hashtag (#restaurantathome) per non gettare la spugna, corteggiando – ognuno a loro modo – la clientela. Senza mai tradire le aspettative: qualità, ricerca di ingredienti e accessibilità sono il comune denominatore per la categoria che in questi ultimi mesi – tra incertezze e slanci di coraggio – non ha mai smesso di lottare.
Di novità ne ho viste e in questo breve tour le vediamo più da vicino.
Peperone, il bistrot con una cucina gourmet
Anzi vicinissimo: è il caso della neonata focaccia in casa Peperone. Non ho resistito alla pizza in teglia alla romana realizzata con farine antiche, un impasto ad alta idratazione e lunga maturazione. Il mio trancio è arrivato caldo al punto giusto: perfetto per “il crunch”, come garantisce Cinzia Angelilli nel lancio sui social della sua ultima ‘fatica’ in cucina e che si candida a essere una delle portate più richieste della stagione. Brava!
Artesian Grill, la steakhouse per gli amanti della carne
Non si è lasciata scoraggiare dal momento anche la crew dell’Artesian Grill di via De Petra: lì il giovane team ha rafforzato il servizio a domicilio garantendo la consegna in trenta minuti. Provare per credere. Un’app facile da consultare semplifica le operazioni di ordinazione: burger, burritos, club sandwich e persino grigliate di carne, accompagnate da ‘sfizerie’ da leccarsi i baffi, (tanto l’estate è ancora lontana!). E poi: novità, omaggi (i boccali da birra da collezione) e una pagina Facebook sempre aggiornata è una maniera intelligente di coccolare il cliente. Mi piace!!
Wasabi, l’aperitivo alla moda
Di coccole, messaggi e repost su Ig è assolutamente un ‘campione’ il Wasabi: il locale – gestito dai fratelli Rosanna e Domenico Ferrara – mantiene il legame con gli affezionati della loro cucina (gli appetizers meritano una citazione) e del loro bancone (drink & cocktail per intenditori), merito anche di una brigata che fa ‘famiglia’. In attesa di riaccendere il dj set (di cui eravamo tanto abituati nel weekend), il lounge bar foggiano si mette in macchina per un servizio delivery puntuale e amichevole. Amichevole si, per non sbiadire il ricordo dell’atmosfera che era tipica nell’ampio dehor di via Gramsci che aspetta solo di essere riaperto. Cuori al posto di abbracci (perché dobbiamo rispettare le distanze) è un tocco di classe. Come il menù di Pasqua: tra tradizione e innovazione, l’elenco delle portate è online.
Pane e pescato a Foggia? Mareria!
Non mi sono ancora soffermata sul food packaging: se alcuni ristoratori devono affinare le loro proposte/vaschette per consegnare e conservare gli alimenti in maniera ottimale, un’altra bella fetta si distingue per box easy, efficienti e pratici. Ad esempio, la confezione per l’asporto dei panini di Mareria è un’ottima soluzione. Un cofanetto di cartone personalizzato, anche bello da vedere e da fotografare: per la serie, che il pack contiene cibo delizioso deve essere chiaro a prima vista. Una formula vincente per i due titolari del ristorante di pesce, Gianluca Argenio e Michele Chieppa, e affascinante per gli appassionati dello slow street food: sui social impazzano gli scatti che immortalano i fish burger del brand di via Gandhi. Ma la loro creatività non si esaurisce tra i fornelli (dove gli chef si ‘divertono’ con i prodotti di mare abbinati a ortaggi, salse e latticini): contest e novità in cantiere tengono la clientela… per la gola. Ben fatto.
A casa dell’oste e il motto ‘Io da te’
‘Maestro’ di sentimenti è il patron del ristorante-pizzeria A casa dell’oste: quando Lorenzo Moffa arriva sotto casa con l’asporto non c’è distanza che tenga. La sua affabilità è disarmante: dentro e fuori la sua osteria gourmet è un uomo pieno di spirito, qualità che trasmette ai piatti della sua cucina. I primi sono una goduria (e anche abbondanti, nota di assoluto merito!) e arrivano sempre puntuali. Ma i lievitati (pane, pizza e persino taralli quando lo chef ne ha la possibilità) e i secondi di terra (dal brasato alla tagliata) fanno la differenza. Si difende bene anche la cantina: ottime etichette di rossi, bianchi, rosati e bollicine. “Io da te”, per citare il motto del locale.
Good Food Happiness: a qualcuno piace sparkling
A proposito di food&drink, chi si è costruito negli ultimi mesi una ‘dispensa’ niente male in fatto di beverage è Leo Bianco, con il suo Good Food Happiness in via Dante. Una selezione di vini, spumanti e bollicine, irresistibili e perfetti in abbinamento ai piatti proposti dalla cucina. Un menù semplice che incontra le esigenze di chi ama la carne, il pesce e i formaggi. Il pezzo forte è certamente il wine delivery: ma vuoi mettere un ottimo champagne che arriva a casa accompagnato da una selezione di crostacei freschissimi o da una tartare di fassona? Per cenette non ‘impegnative’ ma brille. Tanto non bisogna guidare.
Da un cactus nasce anche una pizza
Mi ha colpito – navigando sul web – quello che scrive del suo locale Romeo Lioce: “Abbiamo iniziato il delivery per necessità, reinventandoci in un campo a noi sconosciuto. Alle volte abbiamo sbagliato, altre fatto ritardo. Ma a noi piace quello che facciamo e cerchiamo di farlo sempre al meglio, partendo dal cartone con cui trasportiamo le pizze: di pura cellulosa, con una griglia brevettata che ne mantiene il calore e la fragranza”. Ho apprezzato la sincerità del suo messaggio, pubblicato sulla pagina di Cactus in fiore, il suo bistrot in piazza De Carolis. I suoi post – e le immagini delle proposte gastronomiche – mettono un certo appetito: un menù diverso dal solito, da prenotare anche con le app di consegne a domicilio, da scaricare in digitale. Impossibile resistere alle chips di topinambur, ai panini gourmet, alle pizze ricercate, alle fritture insolite e ai dolci homemade. Romeo non si smentisce mai.
A ‘canotto’, la pizza di Kalò
In questa selezione di locali non può mancare Kalò, il nuovo concept ideato dal mastro pizzaiolo Michele Vigilante che unisce la tradizione napoletana a nuovi sapori d’autore. Quali? Salsiccia di maialino nero, pesto di pistacchio di Bronte, nocciole e provolone, crema di tarallo artigianale, lardo di suino nero casertano… che si aggiungono ai grandi classici. Ben ventisette proposte. Che vanno a ruba. Presto, prestissimo. E si divorano in pochi bocconi. Ah, ho verificato la consegna a casa: puntuale come un orologio svizzero. E nel piatto, della mia Marinara Pro, neanche l’ombra di una briciola. Da leccarsi i baffi.
Per i romantici: ‘Io e te’ (e la buona cucina)
Si chiama semplicemente Io e te il ristorante di Michele Caruso. Di essenziale c’è solo il nome. Perché la cucina (all’interno del Palazzo Sant’Elena) ha lavorato su un ricco menù, che accontenta tutti. L’olio, le verdure, il pesce, le carni bianche e rosse sono ingredienti di provenienza garantita e controllata, a chilometro zero. Davvero intelligente ‘spingere’ sui social il servizio a domicilio, che viene incontro alle esigenze dei consumatori: anche a Pasqua. Con tanto di Benedetto, agnello e pastiera. Per una parvenza di normalità. Chapeau.
Fish bar che passione: Calamarando
The last but not the least: mi piace inserire in questo breve elenco anche Calamarando. Il venerdì – e anche il giorno di Pasquetta – il noto fish bar di Manfredonia accende i motori e si spinge verso Foggia. Il crudo di mare è per loro una filosofia di vita. Ecco perché le loro consegne sono rigorose nel rispetto della materia prima e del palato degli ostrica-addicted. Le loro non sono semplici degustazioni: ma piatti (svariati, svariati, svariati) che possono cambiare il verso della giornata. Dai panini alle fritture. Con una gallery sempre super aggiornata. Il bistrot di mare arriva in città senza alcuna difficoltà: merito di uno staff giovane e promettente, alla ricerca di sapori interessanti, senza scivolare nel banale. Dal pancotto di mare al polpo in camicia di caciocavallo, dalla zuppa di cardoncelli e branzino ai bocconcini di pescatrice.
Inutile dirvi che a me è venuta fame.
